Milioni di italiani usano ogni giorno PayPal, Satispay, Revolut o Hype per pagare, ricevere denaro, dividere le spese, fare acquisti online. Questi wallet digitali hanno spesso saldi attivi — a volte poche decine di euro, a volte somme ben più consistenti, soprattutto nel caso di chi li usa per l'attività professionale o commerciale. Quando il titolare muore, quei fondi non scompaiono. Ma accedervi non è automatico, né semplice. E le procedure variano in modo significativo da una piattaforma all'altra, con differenze che possono fare la differenza tra un rimborso ottenuto in poche settimane e una somma persa per sempre.
In breve: cosa devi sapere
- Ogni piattaforma ha procedure proprie e tempi diversi: non esiste una regola unica valida per tutti i wallet digitali.
- PayPal ha una procedura formale per la successione, ma richiede documentazione specifica e i tempi sono lunghi.
- Revolut è registrata nel Regno Unito: la procedura avviene in inglese e segue normative diverse da quelle italiane.
- Satispay è italiana e generalmente più accessibile, ma anche qui servono documenti formali per sbloccare il saldo.
- I saldi dei wallet digitali sono spesso sottovalutati dagli eredi perché non lasciano tracce fisiche evidenti.
- Senza conoscere l'esistenza di questi account, il denaro rischia di rimanere bloccato indefinitamente o di essere trattenuto dalla piattaforma.
Perché i wallet digitali sono un caso a parte
I wallet di pagamento digitale occupano una posizione peculiare nel panorama degli asset digitali. Non sono banche — anche se si comportano in modo simile — e non sono soggetti alle stesse normative prudenziali degli istituti di credito tradizionali. Sono istituti di moneta elettronica (IMEL) o istituti di pagamento, regolamentati dalla Banca d'Italia ma con un framework normativo diverso da quello bancario. Questo si riflette anche nelle procedure di successione, che non seguono le stesse regole dei conti correnti bancari e variano significativamente da operatore a operatore.
Un altro elemento che li rende un caso a parte è la loro invisibilità nella vita quotidiana. Chi usa Satispay per pagare il caffè al bar, PayPal per gli acquisti su eBay, o Revolut per dividere le spese in vacanza, raramente pensa a questi strumenti come a un "patrimonio". Eppure i saldi si accumulano, le entrate si depositano, e in alcuni casi — soprattutto per chi usa questi wallet per attività professionali o commerciali — le cifre possono essere tutt'altro che trascurabili.
PayPal: la procedura ufficiale e i suoi limiti
PayPal è la piattaforma con la procedura di successione più strutturata tra i wallet digitali diffusi in Italia. Sul sito ufficiale esiste una sezione dedicata alla gestione dell'account di un titolare deceduto, con istruzioni precise per gli eredi. Il processo prevede che i familiari contattino il servizio clienti di PayPal — via email o tramite il centro assistenza — fornendo il certificato di morte del titolare e la documentazione che attesta la qualità di erede.
Una volta ricevuta e verificata la documentazione, PayPal congela l'account e avvia la procedura per il trasferimento del saldo agli eredi. In teoria, il processo è definito. In pratica, i tempi sono spesso lunghi — anche 3-6 mesi — e la comunicazione avviene esclusivamente in forma scritta, senza la possibilità di parlare con un operatore dedicato. Eventuali transazioni pendenti o contestazioni aperte al momento del decesso possono complicare ulteriormente la procedura.
Un aspetto importante riguarda i conti PayPal Business, usati da molti liberi professionisti e piccoli commercianti italiani per ricevere pagamenti. Questi account possono avere saldi significativi e pagamenti in entrata anche dopo il decesso del titolare. In questo caso, la procedura si intreccia con le pratiche di successione dell'attività commerciale, rendendo tutto più complesso e potenzialmente controverso.
Revolut: la complicazione della sede estera
Revolut è un caso particolarmente delicato. L'azienda è registrata nel Regno Unito — e dopo la Brexit opera in Europa attraverso una licenza bancaria lituana — il che significa che la normativa applicabile non è quella italiana, e le procedure di successione seguono un percorso diverso rispetto a quanto una famiglia italiana potrebbe aspettarsi.
La procedura per richiedere il trasferimento del saldo di un account Revolut intestato a un defunto prevede di contattare il supporto clienti tramite l'app o via email, fornendo documentazione in lingua inglese o con traduzione certificata. I tempi sono variabili e le esperienze riportate dagli utenti — in forum e community italiane — parlano spesso di mesi di attesa, risposte automatiche e difficoltà nel raggiungere un operatore in grado di gestire casi di successione.
A complicare ulteriormente le cose, Revolut offre anche funzionalità di investimento in azioni e criptovalute direttamente dall'app. Questi asset, se presenti, richiedono procedure aggiuntive separate dal saldo in euro, con tempi ancora più lunghi e documentazione ancora più complessa.
Una piattaforma comoda e moderna per la vita quotidiana può diventare un labirinto burocratico per chi deve gestirne la successione. La semplicità di utilizzo non corrisponde quasi mai a una semplicità nelle procedure post-mortem.
Satispay: il vantaggio di essere italiana
Satispay è un'eccezione positiva nel panorama dei wallet digitali europei, almeno per gli utenti italiani. Essendo un'azienda italiana, regolamentata dalla Banca d'Italia, le procedure di successione seguono il diritto italiano e la comunicazione con il supporto clienti avviene in italiano. Questo non elimina la burocrazia, ma la rende significativamente più accessibile.
Per richiedere il trasferimento del saldo di un account Satispay intestato a un defunto, gli eredi devono contattare il servizio clienti fornendo certificato di morte, documento di identità dell'erede e, se richiesto, documentazione che attesti la qualità di erede. I tempi sono generalmente più contenuti rispetto alle piattaforme estere, anche se dipendono dalla complessità del caso specifico.
Il limite di Satispay, in ottica successoria, è lo stesso degli altri wallet: il saldo è visibile solo sull'app, le comunicazioni avvengono solo via notifica push o email, e se la famiglia non sa che quell'account esiste, non ha modo di sapere che c'è un saldo da recuperare.
Hype e gli altri wallet italiani
Hype — il wallet digitale lanciato da Banca Sella — è un ibrido tra un conto corrente digitale e un wallet di pagamento, e in quanto prodotto di una banca italiana è soggetto alle normative bancarie tradizionali. Questo significa che le procedure di successione seguono le stesse regole di un conto corrente bancario, con la relativa documentazione e i relativi tempi. In questo senso, è il caso meno problematico tra i wallet digitali diffusi in Italia.
Esistono poi decine di altri wallet e carte prepagate — N26, Bunq, Wise, PostePay Evolution — ciascuno con le proprie procedure e normative di riferimento. Il denominatore comune è sempre lo stesso: esiste una procedura per trasferire i fondi agli eredi, ma richiede che questi sappiano dove cercare.
Il problema degli abbonamenti e dei pagamenti automatici collegati
Un aspetto spesso trascurato riguarda i pagamenti automatici collegati ai wallet digitali. Molte persone usano PayPal o Satispay come metodo di pagamento predefinito per abbonamenti a servizi digitali — Netflix, Spotify, Amazon Prime, software in abbonamento, piattaforme professionali. Quando il wallet viene bloccato al decesso, questi pagamenti automatici falliscono, generando notifiche di mancato pagamento ai vari servizi.
Il problema non è solo economico — gli abbonamenti vengono interrotti — ma anche pratico: la famiglia potrebbe non sapere quali servizi erano attivi, non avere le credenziali per accedervi e cancellarli formalmente, e trovarsi con tentativo di addebito su carta o conto bloccato che generano segnalazioni indesiderate. Conoscere in anticipo quali wallet erano in uso e quali pagamenti erano collegati è essenziale per gestire questa transizione senza sorprese.
Come trovare i wallet digitali di una persona deceduta
A differenza dei conti correnti bancari, i wallet digitali non compaiono nell'Anagrafe dei conti dell'Agenzia delle Entrate — almeno non tutti e non sempre in modo aggiornato. Questo rende ancora più difficile per gli eredi scoprire quali piattaforme il defunto utilizzava.
Le strade percorribili sono principalmente due. La prima è l'analisi delle email del defunto, cercando conferme di registrazione, notifiche di pagamento ricevuto o estratti conto periodici inviati dalle piattaforme. La seconda è l'esame dello smartphone — se accessibile — dove le app installate rivelano immediatamente quali wallet erano in uso. Entrambe richiedono l'accesso ai dispositivi e alle email del defunto, che a loro volta possono essere protetti da password o biometria.
Una mappa chiara vale più di qualsiasi procedura
Le procedure di successione per i wallet digitali esistono, ma sono frammentate, lente e spesso accessibili solo a chi sa già dove cercare. La soluzione non è imparare a memoria le policy di ogni singola piattaforma — quelle cambiano nel tempo — ma fare in modo che la famiglia abbia a disposizione, nel momento in cui serve, un elenco chiaro di quali wallet erano in uso, con quale saldo indicativo, e come contattare la piattaforma per avviare la procedura di successione.
Non è un'operazione complicata. Richiede dieci minuti oggi, e può evitare mesi di ricerche e burocrazia a chi ami domani.
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