Ogni anno in Italia muoiono oltre 600.000 persone. Una parte significativa di loro ha almeno un conto corrente online — ING, N26, Illimity, Widiba, Hype, o uno dei tanti conti digitali offerti dalle banche tradizionali tramite app. Quando il titolare viene a mancare, quel conto non scompare. I soldi ci sono, sono degli eredi, ma accedervi è tutt'altro che immediato. E se la famiglia non sa nemmeno dove si trovano quei conti, il problema diventa ancora più grande.

In breve: cosa succede al conto online dopo la morte

  • Il conto viene immediatamente bloccato alla comunicazione del decesso: nessun prelievo, nessun pagamento in uscita.
  • I fondi rimangono sul conto e fanno parte dell'asse ereditario: gli eredi ne hanno diritto per legge.
  • Per sbloccarli servono: certificato di morte, dichiarazione di successione e prova della qualità di erede.
  • I tempi medi sono 3-6 mesi, a volte oltre un anno in caso di eredi multipli o contestazioni.
  • Se la famiglia non sa che il conto esiste, potrebbe non recuperarlo mai: non esiste un registro centralizzato in Italia.
  • Gli addebiti automatici attivi (mutuo, affitto, assicurazioni) vengono interrotti, con possibili conseguenze gravi.

Il blocco immediato: cosa avviene nelle prime ore

Nel momento in cui la banca viene a conoscenza del decesso del titolare — tramite comunicazione formale degli eredi o, in alcuni casi, attraverso i sistemi automatici collegati all'anagrafe — il conto viene immediatamente sospeso. Questo significa che tutte le operazioni in uscita vengono bloccate: prelievi, bonifici, addebiti diretti, pagamenti con carta. Il saldo rimane intatto, ma congelato.

Questo blocco non è una scelta della banca: è un obbligo di legge. La banca non può disporre dei fondi di una persona deceduta senza l'autorizzazione degli eredi legittimi, e deve attendere che la successione sia definita. Nel frattempo, chiunque tenti di operare sul conto — anche un familiare convivente con delega — si trova davanti a un muro.

Una situazione che molte famiglie non si aspettano: si trovano a dover gestire le spese immediate legate al decesso — funerale, pratiche burocratiche, spese correnti — senza poter accedere ai fondi del defunto, anche se quei fondi spettano loro di diritto.

La differenza tra conto online e conto tradizionale

Dal punto di vista giuridico, un conto corrente online è esattamente uguale a un conto corrente tradizionale. Le norme del Codice Civile sulla successione si applicano in modo identico. La differenza è pratica e operativa, e in alcuni casi aggrava significativamente la situazione degli eredi.

Con un conto tradizionale, la famiglia sa generalmente dove si trova il conto — la filiale del paese, la banca di famiglia — e può presentarsi fisicamente con la documentazione. Con un conto online, la banca potrebbe essere in un altro paese europeo (N26 è tedesca, Revolut è inglese, Trade Republic è tedesca), le comunicazioni avvengono solo via email o app, e le procedure variano significativamente da operatore a operatore.

In più, un conto online spesso non lascia tracce fisiche: niente estratti conto cartacei, niente corrispondenza postale, niente libretto. Se il defunto non ha mai parlato di quel conto, la famiglia potrebbe semplicemente non sapere che esiste.

I documenti necessari per sbloccare il conto

Per avviare la procedura di successione su un conto corrente — online o tradizionale — gli eredi devono presentare alla banca una serie di documenti precisi. La lista può variare leggermente da istituto a istituto, ma il nucleo essenziale è sempre lo stesso.

Il primo documento è il certificato di morte o l'estratto dell'atto di morte, rilasciato dal Comune. È il punto di partenza di qualsiasi procedura successoria e deve essere ottenuto entro breve tempo dal decesso. Il secondo documento fondamentale è la dichiarazione di successione, che deve essere presentata all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla morte. Questo documento elenca tutti i beni del defunto e i relativi eredi, e la banca non può procedere al trasferimento dei fondi senza averla ricevuta.

Oltre a questi, la banca richiede tipicamente: documento di identità di tutti gli eredi, codice fiscale del defunto, eventuale testamento (se presente), e — se richiesto — l'atto notarile di accettazione dell'eredità. In presenza di più eredi, tutti devono essere d'accordo e firmare le pratiche. Se uno degli eredi è minorenne, è necessaria l'autorizzazione del giudice tutelare.

La procedura è chiara e definita. Il problema reale non è la burocrazia: è che per avviarla devi sapere che quel conto esiste. E per saperlo, qualcuno deve avertelo detto prima.

Quanto tempo ci vuole: i tempi reali

I tempi per sbloccare un conto corrente dopo un decesso dipendono da molti fattori: la complessità della successione, il numero di eredi, la presenza o meno di un testamento, la reattività della banca e la completezza della documentazione presentata. In un caso semplice — erede unico, nessun testamento, documentazione completa — si può arrivare alla liquidazione in 2-3 mesi. Nei casi più complessi, con più eredi, beni immobili, o contestazioni, si può arrivare facilmente a 12-18 mesi.

Nel caso di banche online straniere — come N26 o Revolut — le procedure possono essere ancora più lunghe, perché la comunicazione avviene a distanza e le pratiche devono spesso essere tradotte e certificate secondo le normative del paese di origine della banca.

Durante tutto questo periodo, il saldo rimane bloccato. Se il defunto era l'unico percettore di reddito della famiglia, o se il conto era il principale strumento di pagamento per le spese della casa, l'impatto pratico può essere molto pesante.

Il problema degli addebiti automatici

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda gli addebiti automatici attivi sul conto. Mutuo, affitto, assicurazione sulla vita, abbonamenti, utenze domestiche: tutti questi pagamenti vengono interrotti nel momento in cui il conto viene bloccato. Alcune di queste interruzioni possono avere conseguenze serie.

Se il defunto aveva un mutuo intestato congiuntamente al coniuge, il mancato pagamento delle rate può generare interessi di mora e, nei casi estremi, procedure esecutive. Se aveva un'assicurazione sulla vita con premio mensile, l'interruzione del pagamento potrebbe far decadere la polizza proprio nel momento in cui servirebbe. Conoscere in anticipo quali addebiti erano attivi — e su quale conto — è fondamentale per gestire la transizione senza danni aggiuntivi.

Come trovare i conti online di una persona deceduta

Se la famiglia non conosce i conti online del defunto, esistono alcune strade per cercarli, nessuna delle quali è rapida o garantita. La prima è richiedere all'Agenzia delle Entrate l'accesso all'Anagrafe dei conti correnti — uno strumento che esiste dal 2012 e raccoglie informazioni sui rapporti finanziari dei contribuenti italiani. Per accedervi è necessario presentare la dichiarazione di successione, e la procedura richiede tempo.

La seconda strada è l'analisi delle email e dei messaggi del defunto, cercando comunicazioni da parte di banche o istituti finanziari. La terza, più pratica, è esaminare i movimenti dell'ultimo estratto conto conosciuto alla ricerca di bonifici verso conti sconosciuti o addebiti da piattaforme non identificate.

Tutte queste strade richiedono tempo, energia e spesso competenze che una famiglia in lutto difficilmente ha a disposizione nelle settimane immediatamente successive al decesso.

La soluzione: una informazione sola, al posto giusto

Il problema che abbiamo descritto non è irrisolvibile. Anzi, è tra i più semplici da affrontare — a patto di farlo in anticipo. Tutto ciò di cui la famiglia ha bisogno è sapere che quel conto esiste: il nome della banca, il numero di conto o IBAN, e le credenziali di accesso per verificare il saldo. Con queste informazioni, la procedura di successione può essere avviata immediatamente e senza perdere tempo in ricerche che potrebbero durare mesi.

Non servono decine di documenti preparati in anticipo. Serve un'unica cosa organizzata bene: un elenco chiaro e aggiornato di dove si trovano i conti, accessibile solo alle persone giuste e solo nel momento in cui è necessario. Non un foglio di carta nascosto in un cassetto, non un file sul computer — strumenti che possono essere persi, rubati o semplicemente non trovati. Ma un sistema strutturato, sicuro e pensato esattamente per questo.

La Cassaforte Digitale permette di registrare i tuoi conti online — con tutti i dettagli necessari — e di renderli accessibili ai tuoi delegati solo nel momento in cui ne avranno bisogno. Non prima, non a chiunque: solo a chi hai scelto tu, solo quando è il momento giusto. Tre minuti oggi possono evitare mesi di ricerche a chi ami.