Quando un'azienda dice «i tuoi dati sono al sicuro», cosa intende esattamente? Nella maggior parte dei casi, significa che ha adottato misure organizzative per impedire accessi non autorizzati. Tradotto: ha deciso di non guardare. Ma potrebbe farlo.
L'architettura zero-knowledge è strutturalmente diversa. Non si tratta di una policy aziendale, ma di un vincolo matematico: il gestore del servizio non può accedere ai contenuti degli utenti perché non possiede le chiavi per farlo. Non è una promessa. È un'impossibilità tecnica.
Il modello tradizionale: la sicurezza basata sulla fiducia
In un servizio cloud tradizionale, i dati vengono cifrati con chiavi gestite dal fornitore. Questo significa che il fornitore può decifrare i dati in qualsiasi momento: in caso di richiesta legale, violazione interna o attacco esterno. La sicurezza dipende interamente dall'affidabilità dell'azienda e dalle persone che ci lavorano.
Questo modello presenta vulnerabilità strutturali che nessuna policy interna può eliminare completamente. Un dipendente con accesso privilegiato potrebbe, in teoria, visualizzare i contenuti degli utenti. Un attacco mirato ai sistemi interni potrebbe compromettere le chiavi di cifratura. Un cambio nella dirigenza o nella proprietà dell'azienda potrebbe modificare le politiche di accesso ai dati. In tutti questi scenari, la protezione dipende da decisioni umane — e le decisioni umane, per definizione, possono cambiare.
Il modello zero-knowledge: la sicurezza basata sulla matematica
Con La Cassaforte Digitale, il processo è completamente invertito. I contenuti vengono cifrati sul dispositivo dell'utente, con una Chiave Privata che solo l'utente possiede, prima ancora di essere trasmessi ai server. Sui server arrivano esclusivamente sequenze di byte incomprensibili, prive di qualsiasi significato senza la chiave corrispondente.
La cifratura avviene tramite AES-256, uno standard crittografico utilizzato da governi e forze armate a livello globale per proteggere informazioni classificate. La Chiave Privata dell'utente viene elaborata con l'algoritmo PBKDF2 a 150.000 iterazioni SHA-256, rendendo computazionalmente impraticabile qualsiasi tentativo di indovinare la chiave originale — anche con le tecnologie più avanzate disponibili oggi.
Non chiediamo di credere che proteggeremo i vostri dati. Chiediamo di verificare che non potremmo accedervi nemmeno volendo.
La differenza è strutturale, non commerciale
Nessun operatore AVANET SRL, nessun tecnico di sistema, nessun amministratore di database può interpretare quei dati. Questo vale anche in caso di ordine giudiziario: AVANET SRL può consegnare esclusivamente blob cifrati, tecnicamente inutilizzabili senza la Chiave Privata del singolo utente.
La differenza tra un modello tradizionale e uno zero-knowledge non è una questione di marketing. È una differenza architetturale, verificabile da qualsiasi esperto di sicurezza informatica. Il modello tradizionale si basa sulla buona fede: «non guardiamo i tuoi dati». Il modello zero-knowledge si basa su un vincolo tecnico: «non possiamo guardare i tuoi dati». Sono due cose profondamente diverse.
Perché è importante per te
Se sei un imprenditore che archivia credenziali aziendali, un professionista che gestisce informazioni riservate dei clienti, o semplicemente una persona che vuole proteggere documenti importanti per la propria famiglia — la domanda da porsi non è «questa azienda è affidabile?» ma «i miei dati sono protetti anche se questa azienda non fosse affidabile?».
Con l'architettura zero-knowledge, la risposta è sì. La fiducia che chiediamo non è emotiva, è razionale. È fondata su un modello crittografico verificabile. Il White Paper Tecnico completo è disponibile su richiesta per chiunque desideri approfondire i dettagli tecnici.